Trimestrale migliore delle attese non basta a placare le vendite sulle azioni Unicredit

C’era grande attesa per i conti trimestrali della seconda banca italiana, che come vedremo non hanno deluso i pronostici degli analisti. Unicredit ha infatti chiuso il periodo Gennaio-Marzo 2019 con un utile netto di circa 1,4 miliardi di euro, battendo decisamente la mediana del consensus, pari a 1,25 miliardi di euro. Il risultato appena evidenziato è stato il miglior trimestre degli ultimi dieci anni per la seconda volta consecutiva. L’utile netto rettificato si è invec assestato a 1,1 mld ( +1,5% a/a e +34,3% t/t).

I ricavi, nonostante la flessione del 3%, a circa 5 miliardi di euro, hanno battuto le attese degli analisti, pari a poco più di 4,9 miliardi di euro. Il risultato lordo di gestione si è invece portato a 2,338 miliardi di euro, contro i 2,269 miliardi di euro previsto. Lieve, invece, la flessione del margine operativo netto, in discesa dello 0,5% a 1,9 miliardi di euro.

Nonostante il lieve calo del fatturato l’utile è cresciuto grazie alla riduzione dei costi operativi, in calo del 4,2% a 2,6 miliardi di euro. Giù del 5,8% le rettifiche sui crediti deteriorati, pari a 0,47 miliardi di euro. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi ed impieghi complessivi è sceso di 1,9 punti percentuali, assestandosi al 7,6%, mostrando l’incidenza più bassa tra le banche italiane.

Da ulteriori dettagli è inoltre emerso che i crediti concessi alla clientela si sono assestati a 432,1 miliardi di euro, in aumento del 4,3%; mentre la raccolta ha evidenziato un incremento del 4,3% a 429,3 miliardi di euro. Il totale delle sofferenze è sceso del 15,1% su base annua, portandosi a 21,4 miliardi si euro. A livello patrimoniale, l’istituto di credito di via Gae Aulenti ha raggiunto in Cet1 pari al 12,25%.

Soltanto 2 giorni fa la banca guidata dall’Amministratore Delegato Jean Pierre Mustier ha effettuato la cessione del 17% della propria partecipazione in FinecoBank, per un controvalore di 1,014 miliardi di euro. In seguito alla suddetta vendita Unicredit deterrà soltanto una partecipazione del 18% nel capitale di Finecobank. L’operazione è un’anticipazione delle misure che saranno intraprese dal piano strategico che 2020-2023 che sarà presentato il prossimo 3 Dicembre.

Andamento azioni Unicredit sul breve-medio periodo


Sentiment di brevissimo negativo per il titolo Unicredit, le cui quotazioni sono scivolate al di sotto delle tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni ( rispettivamente la linea di colore azzurro, la linea rossa e la linea verde sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), che si sono appiattite in uno stretto trading range che passa tra 11,80 euro (EMA 50) ed 11,97 euro (EMA 25); in mezzo a quota 11,84 euro, transita invece l’EMA 10.

Al momento della scrittura il titolo cede l’1,50%, scambiando in area 11,25, dopo aver toccato un massimo intraday a quota 11,48 euro. Il calo di oltre 1 punto percentuale dell’indice Ftse Mib non aiuta. L’eventuale chiusura giornaliera sotto area 11,20 euro potrebbe provocare un’ulteriore accelerazione ribassista con target in area 11 euro e successivamente verso quota 10,80 euro. Lo scenario ribassista appena evidenziato, invece, potrebbe venir meno in caso di break-out di area 11.50 euro e successivo recupero oltre area 12 euro.

Pattern di trading titolo Unicredit (UCG.MI) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading Long si attiva in caso di allungo oltre 11,34€ in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 11,41 e 11,52 euro; stop loss in caso di discesa sotto 11,22€ in close orario. Mantenere o aumentare l’esposizione Long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre 11,52€ in chiusura oraria, per cercare di prendere profitto in un primo momento a 11,57€ e successivamente a 11,63€; stop loss in caso di ritorno sotto 11,34€ in close orario o giornaliero.

Lecito aprire nuove posizioni lunghe in caso di close orario o daily maggiore di 11,63€, per cercare di sfruttare ulteriori slanci in area 11,68 e 11,80 euro, estesi a 11,92€; stop loss in caso di ritorno sotto 11,48€ in close orario o giornaliero. Ed ancora, Long sulla debolezza in caso di affondo a quota 10,70€, in ottica di rimbalzo a 10,86 e 10,97, esteso a 11,04€; stop loss in caso di ulteriori flessioni sotto 10,55€ in chiusura oraria o daily.

Il pattern di trading Short, invece, prende forma nel caso in cui si registri un close orario minore 11,22€ e consiglia di prendere i primi profitti in area 11,15 e 11,04 euro; stop loss in caso di ritorno oltre 11,34€ in chiusura oraria. Mantenere o aumentare le operazioni Short in caso discesa sotto 11,04€ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori cali in un primo momento a 10,97€ e successivamente a 10,91€; stop loss in caso di ritorno sopra 17,72€ in close orario.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di flessione sotto 10,91€ in close orario o giornaliero, con l’intento di ricoprirsi in area 10,86 e 10,76 euro, estesa a 10,70€ ;stoppare le operazioni in caso di recupero oltre 11,04€ in close orario o daily. Suggeriti short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 11,92€ ,per sfruttare eventuali correzioni a 11,80 e 11,68 euro, estese a 11,63€; stop loss in caso di ulteriori allunghi sopra 12,12€ in chiusura di candela oraria o giornaliera.

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