Bonus casa 2017 : cos’è, funzionamento e novità

Queste ultime settimane del 2016 sono caratterizzate da grandi dibattiti e scontri per il referendum costituzionale ma, in parallelo, il Parlamento continua a lavorare sulla Legge di Bilancio 2017, che avrà un impatto non da poco su numerosi aspetti della vita di noi italiani.

I temi più caldi della Legge di Bilancio 2017

La Legge di Bilancio è uno strumento molto importante, mediante il quale il Governo approva il bilancio e stila un documento contabile preventivo in cui sono presentate le spese previste per l’anno successivo. Entrando più nello specifico la Legge di Bilancio 2017 prevede tutti quegli incentivi, anche detti bonus, che lo Stato mette a disposizione dei cittadini in molteplici ambiti.

Fino ad ora abbiamo trattato, ad esempio, due argomenti molto sentiti dalla popolazione italiana:

Ora non resta che andare a spulciare la legge di Bilancio, che proprio qualche giorno fa è stata ufficialmente approvata dalla Camera, per vedere cosa sia previsto per il comparto casa e le relative ristrutturazioni.

Bonus casa 2017

Oggi, quindi, andremo a vedere più da vicino quali sono gli incentivi previsti per i prossimi anni sul tema casa, ristrutturazioni, adeguamento sismico ed ecoincentivi.

Anche in questo caso stiamo parlando di un tema molto caro agli italiani che già nel corso degli ultimi anni hanno usufruito di tali incentivi, che si traducono, in concreto, in uno sgravio fiscale su una percentuale più o meno elevata della spesa effettuata su interventi di manutenzione o ristrutturazione.

Secondo un recente studio presentato alla Camera dal Cresme, solo durante l’anno in corso le pratiche per la ristrutturazione edilizia saranno 1,4 milioni, mentre le pratiche per il cosiddetto “recupero energetico”, con lo sgravio fiscale al 65% della spesa, arrivano a 365 mila.

Numeri non da poco che rappresentano il motore pulsante di un settore da anni in crisi come quello dell’edilizia.

Proprio alla luce di questi numeri anche per il prossimo anno sono stati confermati i bonus casa finora presenti, ovvero:

  • Bonus ristrutturazione,
  • Ecobonus,
  • Bonus mobili.

Vedremo che a questi incentivi, che sono stati anche ulteriormente esplicitati, se ne aggiunge un quarto, molto attuale, che prende il nome di Sismabonus.

Non resta, dunque, che vedere di cosa si tratta entrando più nello specifico di ogni singolo incentivo.

Bonus ristrutturazione

Si tratta del capostipite dei bonus sul comprato casa ed è stato prorogato nuovamente per tutto il 2017. Stiamo parlando del bonus sulla ristrutturazione di un’abitazione con interventi di recupero sul patrimonio edilizio. Lo sconto sulle spese sostenute entro il 31 dicembre 2017 rimane fissa al 50% fino a un limite massimo di 96.000 € per unità immobiliare ristrutturata. I lavori che rientrano in questo tipo di agevolazione sono:

  • Gli interventi di manutenzione straordinaria,
  • Gli interventi di manutenzione ordinaria che vengono realizzati sulle parti comuni di un edificio (come, ad esempio, di un condominio),
  • Gli interventi di pura ristrutturazione edilizia,
  • Gli interventi volti al risanamento conservativo degli edifici.

Ricordiamo che, oltre al costo degli interventi, è possibile detrarre anche le spese di progettazione e delle prestazioni professionali connesse ai lavori eseguiti.

Ecobonus

Quello che fino a qualche anno fa veniva definito come incentivo per l’adeguamento energetico, adesso prende il nome di Ecobonus. Fino ad oggi si è trattato di un bonus rivolto al miglioramento delle prestazioni energetiche della casa, che doveva essere corredato da un apposito certificato di un tecnico qualificato, e che dava diritto ad una detrazione IRPEF del 65% rispetto a tutte le spese sostenute.

Con la Legge di Bilancio 2017 tale bonus subisce però alcune novità … vediamo quali.

  1. Rimane invariata la percentuale del 65% per alcuni lavori di riqualificazione energetica eseguiti entro il 31 dicembre 2017 come, ad esempio, la sostituzione degli infissi.
  1. La detrazione IRPEF sale fino al 70% nel caso di lavori di miglioramento energetico che abbiano un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’abitazione.
  1. Il bonus raggiunge la quota massima di ben il 75% per interventi volti a migliorare la prestazione energetica sia in inverno che in estate, come, ad esempio, un cappotto termico.
  1. Un’altra novità riguarda i condomini perché, in caso di abitazioni condivise l’ecobonus non ha come scadenza la fine del 2017, ma viene già prorogata per i prossimi 5 anni, ovvero fino alla fine del 2021. Questo perché si prevede che ci vorrà del tempo per raggiungere un accordo di lavori di adeguamento energetico in un qualsivoglia condominio.

Le spese massime sostenibili in questo ambito rimangono confermate e sono:

  • 30.000 € per gli impianti di climatizzazione,
  • 60.000 € per la riqualificazione dell’involucro esterno dell’abitazione e per i pannelli solari,
  • 100.000 € per quei lavori di riqualificazione energetica globale.

Bonus mobili

Rimane invariato anche il bonus mobili per tutto il 2017. Per chi non ne conoscesse le caratteristiche, vi ricordiamo che questo tipo di incentivo viene corrisposto a tutti coloro che abbiano una pratica di ristrutturazione o manutenzione in atto e che acquistino mobili o grandi elettrodomestici. In questo caso la detrazione IRPEF è pari al 50% e la spesa massima è di 10.000 €.

In questo bonus rientrano i grandi elettrodomestici con classe energetica non inferiore ad A+, con l’unica eccezione del forno che può appartenere anche alla classe A.

Sismabonus

Concludiamo con la grande novità del 2017, il cosiddetto Sismabonus. A seguito dei tragici eventi che si sono verificati dopo il terremoto ad Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto a fine agosto, e anche alla luce degli ingenti danni verificatisi dopo il sisma che ha coinvolto Norcia e dintorni lo scorso 30 ottobre, il Governo ha pensato di introdurre degli incentivi per chiunque voglia migliorare la resistenza sismica della propria abitazione.

Ad onor del vero questo tipo di incentivo era già presente ma, con la Legge di Bilancio appena approvata, tale bonus viene esteso ad altre aree e le detrazioni subiscono un incremento.

La tempistica copre un arco temporale di 5 anni, dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 ed i possibili interventi partono da una detrazione IRPEF del 50% che viene applicata:

  • Per le zone sismiche ad alta pericolosità (identificate come zona 1 e zona 2 sulla mappa nazionale), come era già previsto in precedenza,
  • Per le zone in cui possono verificarsi terremoti ma rari, ovvero la cosiddetta zona 3, che per la prima volta entra a far parte di questo tipo di incentivo.

La percentuale di detrazione sulle spese totali aumenta al:

  • 70%, se gli interventi realizzati fanno sì che l’immobile guadagni una classe di rischio, migliorando la propria risposta ad un evento sismico,
  • 80% se grazie ai lavori effettuati, si guadagna ben 2 classi di rischio in senso migliorativo.

Queste 2 percentuali diventano il 75% e l’85% nel caso in cui l’immobile considerato non sia una casa singola ma uno stabile condiviso o un condominio.

Come usufruire dei bonus casa

Concludiamo questa nostra disquisizione con una nota di carattere puramente pratico, che interesserà tutte quelle persone che hanno diritto ad uno o più bonus casa che abbiamo nominato fino ad ora.

Prima di tutto abbiamo sempre detto che si tratta di detrazioni IRPEF: il che vuol dire che il contribuente deve anticipare tutto il denaro dovuto per i lavori di manutenzione o ristrutturazione e che poi la specifica percentuale prevista dall’incentivo verrà restituita con 10 rate di uguale somma nei 10 anni successivi a quello in cui la spesa è stata effettuata.

Supponiamo, ad esempio, che abbiate speso complessivamente 20.000 € per ristrutturazione edilizia, che da diritto ad una detrazione del 50%. Il che vuol dire che nei 10 anni successivi alla spesa riceverete 1.000 € l’anno, dopo la dichiarazione dei redditi, ovvero tra luglio ed agosto di ogni anno.

Un’altra nota importantissima da sottolineare è che tutti i pagamenti devono essere tracciabili (scordatevi quindi i contanti) mediante apposito modulo di bonifico per ristrutturazione edilizia, che trovate sia alle Poste che agli sportelli di qualsivoglia banca.

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