Pos obbligatorio, sanzioni per professionisti e imprese : tutte le novità

Da ormai più di due anni si discute dell’obbligatorietà dell’introduzione del POS per tutte le attività commerciali e anche per tutti i liberi professionisti (come avvocati, medici, dentisti, ingegneri, architetti, geometri e così via). Vediamo a che punto ci troviamo e quali potrebbero essere le sanzioni per coloro che trasgrediscono alle direttive in vigore in materia di pos.

Il pos: definizione ed utilizzo

POS è l’acronimo di Point Of Sale (tradotto letteralmente dall’inglese come “punto di vendita) e sta ad identificare un dispositivo elettronico ed il servizio bancario ad esso connesso mediante i quali è possibile pagare una transazione (o un acquisto) senza l’utilizzo di denaro contante. Il Pos permette il ricorso a differenti modalità di pagamento, come, ad esempio, bancomat, carte di credico, carte ricaricabili, e, per questo motivo, risulta essere molto utile e comodo per tutti i clienti che posseggano la cosiddetta “moneta elettronica”.

Nonostante ciò, l’utilizzo del pos in Italia è sempre a livelli minimi rispetto agli altri Stati europei. Da quanto si legge dalla relazione della Banca d’Italia sulla “Eterogeneità nelle abitudini di pagamento: confronto tra paesi europei e specificità italiane” del Gennaio 2013 “Il confronto internazionale mostra un evidente ritardo dell’Italia nella diffusione di strumenti di pagamento elettronici, misurata sinteticamente in termini di numero di operazioni per abitante (fig. 1). Il divario permane elevato rispetto alla media europea anche considerando le aree più sviluppate del Paese (centro-nord)”.

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Legge di stabilità 2016: l’utilizzo del POS diventa obbligatorio

Proprio per incentivare l’utilizzo della “moneta elettronica” e, di conseguenza, combattere l’evasione fiscale che attanaglia il nostro Paese, il governo Renzi ha previsto una serie di misure per diffondere l’utilizzo del POS non sono agli esercizi commerciali ma anche ai liberi professionisti, nel caso in cui ci sia una transazione.

Per effetto della legge di Stabilità, infatti, a partire dal 1° gennaio 2016 professionisti ed attività commerciali hanno l’obbligo di accettare il pagamento mediante strumenti elettronici (bancomat / carte di credito) anche per importi inferiori ai 30 euro.

La direttiva data dalla legge di Stabilità sembra essere chiara, eppure, a distanza di mesi, è facile riscontrare come essa sia scarsamente applicata, soprattutto se si considera il caso degli studi dei professionisti. Come mai sussiste questa disparità tra le indicazioni in linea teorica e quello che poi avviene a livello pratico?

Pos obbligatorio: nessuna sanzione prevista

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La norma primaria, che prevede l’obbligatorietà del POS, dovrebbe poi essere attuata da una serie di decreti interministeriali che diano indicazioni più precise in materia. Come però ci si aspettava, però, i decreti di attuazione non sono ancora stati emananti e ciò si traduce in una norma in “stand-by”, perché in attesa di direttive chiare.

Il primo e più importante buco normativo riguarda la questione delle sanzioni, perché ad oggi non sono previste sanzioni per i trasgressori, ovvero per quegli esercenti o quei professionisti che non permettano il ricorso al pagamento elettronico.

In realtà, in passato si era parlato di multe pesanti per professionisti ed artigiani privi del Pos, con sanzioni fino a 1500 euro e con la sospensione della relativa attività per chi non si fosse adeguato, in base al disegno di legge n.1747 del Maggio 2015. La proposta di legge fu, però, così criticata ed osteggiata dagli ordini professionali (probabilmente i più restii ad adeguarsi) da essere ritirata.

Ci troviamo per cui, oggi, nel paradosso, in cui una legge c’è ma non esistono delle sanzioni per i trasgressori che, di conseguenza, difficilmente verranno mai denunciati.

Pos obbligatorio: altri punti da chiarire

Oltre al discorso delle multe, esistono altri due punti che un eventuale decreto attuativo dovrebbe chiarire:

  • Esonero dall’obbligo di pagamento elettronico,
  • Operazioni cosiddette di micro pagamento (con somme inferiori ai 5 euro).

Nel primo caso è necessario che il decreto chiarisca quali siano i casi in cui il libero professionista o l’artigiano possano non utilizzare il POS. Attualmente, infatti, nella legge di stabilità si fa riferimento a casi di “oggettiva impossibilità tecnica” senza spiegare, all’atto pratico, quali siano queste situazioni.

Dall’altra parte sarà necessario chiarire i dettagli del cosiddetto Interchange Fee, ovvero le transazioni che hanno un importo inferiore ai 5 euro.

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