Prelievi conto corrente: nuovi limiti e più controlli per imprenditori e cittadini

Con il Decreto Fiscale 193/2016 sono stati fissati nuovi limiti ai prelievi dei conti correnti, che se superati daranno luogo a controlli da parte dell’Agenzie delle Entrate.

Al fine di tentare di ridurre l’evasione fiscale, i controlli serviranno a disincentivare i pagamenti in contanti che non essendo tracciabili sono il metodo privilegiato per i pagamenti in nero.

I nuovi limiti ai prelievi su conto corrente

La norma che regola i pagamenti in contanti stabilisce in 3.000 euro l’importo massimo consentito per ogni acquisto. Superata tale somma si è obbligati ad utilizzare altri sistemi di pagamento che consentano di monitorare la transazione: assegno, bonifico, carte di debito o credito.I nuovi limiti di prelievo sono fissati in un massimo di 1.000 euro giornalieri e di 5.000 euro mensili.

Superando queste soglie nelle proprie operazioni bancarie si sarà soggetti a un controllo fiscale. I limiti sono stati inseriti quest’anno, ma il viceministro all’Economia ha precisato che vanno a modificare ed integrare una norma presuntiva del 1973 che già consentiva all’amministrazione finanziaria di andare ad analizzare i prelievi dai conti correnti.

In pratica già prima era legalmente ammessa la verifica, con la modifica attuale è limitata alle soglie sopra citate.

Le sanzioni in caso di controlli fiscali

Nel caso quindi che si prelevino più di mille euro nelle 24 ore o cinquemila euro in un mese, scatteranno delle sanzioni per coloro che non riusciranno a motivare e giustificare le cause del prelievo o del versamento: verrà imputata una presunzione di attività in nero e il reddito in questione sarà soggetto a recupero a tassazione.

A rischiare di incappare nelle sanzioni saranno sia i titolari di impresa, imprenditori e commercianti, che i semplici cittadini. I professionisti sono esentati da questa norma per via di una passata sentenza della Corte di Cassazione che vieta questo genere di accertamenti per la categoria.

Come evitare sanzioni e recupero a tassazione

Per evitare sanzioni il metodo migliore è evitare di effettuare prelievi e versamenti cospicui: restando al di sotto delle soglie non si avranno preoccupazioni. Avvalersi di metodi di pagamento tracciabili per evitare di ricorrere ai contanti, oltre ad essere più comodo, consente di non superare le soglie giornaliere e mensili. Se si è abituati all’uso dei contanti sarà necessario avere cura nel conservare scontrini, ricevute e fatture così da poter giustificare le spese sostenute in caso di controllo.

Nel caso vi venga contestato un illecito tributario, la sanzione sarà applicata come una tassa sul reddito sulla somma eccedente i limiti di prelievo. Trattandosi di una presunzione a sfavore, il contribuente può difendersi dalla sanzione presentando una prova contraria. In definitiva, per evitare prelievi dal proprio conto corrente e per non doversi trovare nella situazione di doversi difendere dalla presunzione di illecito, conviene evitare un massiccio uso del contante.

Se non si può usufruire di metodi di pagamento tracciabili è consigliato di tenere d’occhio i limiti e di tenere copia di tutti i movimenti per poter eventualmente provare la legittimità del proprio operato fiscale.