Rottamazione cartelle Equitalia: come funziona

Negli ultimi mesi abbiamo dato particolare rilevanza ad una delle leggi più importanti redatte ogni anno dallo Stato, ovvero la Legge di Bilancio. Mediante la Legge di Bilancio, che negli ultimi anni era stata identificata come Legge di Stabilità, infatti, lo Stato decide, fra le altre cose, quanti fondi debbano essere destinati alla vita quotidiana dei cittadini, al fine di agevolare determinate classi o dare nuovo slancio ad alcuni settori produttivi. Fino ad oggi abbiamo approfondito alcuni temi toccati dalla Legge di Bilancio 2017, come quello delle pensioni (con l’introduzione dell’Ape e dell’Ape Social), quello delle agevolazioni destinate alle famiglie con bimbi in arrivo (i cosiddetti bonus a sostegno delle nascite), ed infine quello legato ai bonus per le ristrutturazioni.

Oggi vogliamo toccare un altro, importante argomento introdotto dalla Legge di Bilancio, ovvero la cosiddetta rottamazione delle cartelle di Equitalia.

Equitalia: la storia

Molti di noi hanno sentito parlare di Equitalia e, di sicuro, associano a questo ente un’accezione negativa, ma pochi conoscono effettivamente le ragioni che hanno spinto alla sua nascita ed i compiti che ha svolto fino ad oggi.

Equitalia SpA è una società partecipata tra l’Agenzia delle Entrate, che ne detiene il 51%, e l’Inps, con il restante 49%, che nasce nei primi anni del 2000, al fine di unificare tutte quei molteplici enti che, all’epoca, si occupavano della riscossione dei tributi.

Il ruolo di Equitalia è quindi, da sempre, stato quello di riscuotere i tributi su tutto il territorio nazionale (ad eccezione della Sicilia) e, in un periodo non facile, come quello che abbiamo attraversato in questi anni di crisi economica, il suo nome si è indissolubilmente legato a quello di aumento della pressione fiscale sui contribuenti, fallimenti, pignoramenti e persone ridotte al lastrico.

Forse anche per questo motivo, il precedente governo guidato da Matteo Renzi aveva già decretato per la chiusura di Equitalia, prevista per il prossimo 1° Luglio 2017. Il suo ruolo di recupero delle imposte verrà preso da una nuova branca dell’Agenzia delle Entrate che prenderà il nome di Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Condono delle cartelle Equitalia in essere

Parallelamente alla chiusura dell’ente Equitalia, il decreto legge n.193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n.225/2016, prevede la cosiddetta rottamazione di tutte quelle cartelle esattoriali che sono state processate da Equitalia tra il 2000 e il 2016.

Che cosa si intende per rottamazione? Come erroneamente si potrebbe pensare, questo termine non viene utilizzato per indicare che le cartelle verranno “magicamente cancellate” in questi mesi, ma sta solo ad indicare che i contribuenti creditori godranno di condizioni agevolate rispetto a quanto era stato prospettato loro fino ad ora.

In fin dei conti stiamo parlando di un vero e proprio condono, in cui la relativa cartella esattoriale viene chiusa dopo pagamento di una cifra che verrà indicata ai cittadini da Equitalia stessa. Ad onor del vero, dobbiamo precisare che già negli ultimi mesi si era capito che si andava nella direzione di agevolazioni per i soggetti in debito nei confronti dello Stato, perché, già a fine agosto 2016, vi avevamo parlato della possibilità di rateizzare i debiti Equitalia. Adesso, ovviamente, è stato fatto un ulteriore passo a favore dei cittadini.

A questo punto la domanda che nasce spontanea è: qual è il vantaggio per i cittadini che volessero aderire a tale sanatoria dei propri debiti? Il vantaggio fondamentale per tutti i contribuenti coinvolti sta nel non dover pagare le sanzioni e gli interessi di mora che vengono aggiunti alla somma originaria e che, a seconda dei casi, possono arrivare a pesare anche dal 30% al 50% della somma dovuta allo Stato.

Non resta, quindi, che andare a vedere più nello specifico di cosa si tratta e, soprattutto, di come sia possibile fare la richiesta per questo condono esattoriale.

Condono Equitalia: cartelle interessate

Come dicevamo in precedenza, condizione necessaria affinché si possa aderire alla nuova sanatoria Equitalia 2017 è che la cartella esattoriale sia stata consegnata nelle mi di questo ente tra il 2000 e il 2016. Oltre questa condizione fondamentale, vengono prese in considerazione:

  • Mancati tributi diretti all’Agenzia delle Entrate ed enti locali e contributi diretti ad Inps e Inail;
  • Multe stradali in seguito a violazioni del codice della strada;
  • IVA al consumo.

Rimangono, invece, esclusi dal condono Equitalia tutte quelle cartelle che riguardano:

  • Iva sull’importazione;
  • Multe derivanti da condanne emesse dalla Corte dei Conti;
  • Multe derivanti da provvedimenti o sentenze penali di condanna.

Come e quando presentare la domanda per la definizione agevolata

La domanda per la rottamazione delle cartelle Equitalia, che tecnicamente prende il nome di Definizione Agevolata, devono essere presentate entro e non oltre il 31 marzo 2017.

Essa può essere presentata utilizzando il cosiddetto modulo “DA1 – Dichiarazione di adesione alla Definizione agevolata” che può essere scaricato direttamente sul sito web di Equitalia.

dichiarazione-agevolata-equitalia

Una volta riempito, il modulo può essere presentato:

  • Presso gli sportelli di Equitalia,
  • Inviandolo alla casella e-mail o alla casella PEC (posta elettronica certificata) della relativa direzione regionale di Equitalia (l’elenco per singola Regione è presente a pagina 4 del modulo stesso).

Calendario della rottamazione delle cartelle Equitalia

Vediamo, ora, più nello specifico, quali sono le dati fondamentali nell’iter di sanatoria delle cartelle Equitalia.

La prima data da segnalare è, certamente, quella che abbiamo nominato poco fa, ovvero il 31 marzo 2017, perché tale data decreta il limite massimo per la presentazione del modulo DA1 per la Dichiarazione di adesione alla Definizione agevolata.

Due mesi più tardi, ovvero entro il 31 maggio 2017, sarà la stessa agenzia Equitalia a rispondere al contribuente, dandogli tutti i dettagli sull’importo ancora da corrispondere allo Stato.

A questo punto, sarà il cittadino stesso a scegliere in base a quante rate procedere con il condono. Esiste, infatti, la possibilità di saldare il debito in un’unica soluzione o tramite un massimo di 5 rate.

Nel caso in cui si scelga l’opzione più soft, ovvero quella che prevede 5 rate per il pagamento complessivo, si deve tener conto che comunque il 70% del totale dovrà essere corrisposto nel 2017, mentre il restante 30% nel 2018.

Più in particolare, si parla di:

  1. Prima rata – luglio 2017,
  2. Seconda rata – settembre 2017,
  3. Terza rata – novembre 2017,
  4. Quarta rata – aprile 2018,
  5. Quinta rata – settembre 2018.

Rottamazione cartelle Equitalia: si contano già 100 mila adesioni

Dopo avervi delineato a grandi linee quelle che saranno le tappe fondamentali che accompagneranno la sanatoria sulle cartelle Equitalia, vi forniamo ora qualche dato interessante sull’adesione dei contribuenti a questo condono.

Secondo i dati forniti dalla stessa Equitalia all’agenzia Ansa, nei primi due mesi in cui era possibile inviare la domanda di adesione per la Definizione Agevolata (ovvero novembre e dicembre 2016), sono arrivate già quasi 100 mila richieste.

Un numero decisamente non da poco, se si considera che ci sono ancora quasi 3 mesi per l’invio della domanda mediante il modulo DA1.

Entrando più in profondità, è possibile verificare che più della metà delle domande sono state presentate direttamente allo sportello, il 27% ha inviato il modulo tramite PEC mentre il restante 18% via e-mail ordinaria.

Non resta che aspettare per vedere quante saranno le adesioni entro il 31 marzo 2017.

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