Scadenza acconto IVA 2017: istruzioni e calcolo

La scadenza per il versamento dell’acconto IVA 2017 quest’anno è fissata per martedì 27 dicembre 2016. Nel caso in cui non riusciste a pagare l’acconto entro tale data sarà possibile approfittare del ravvedimento operoso come accadeva negli scorsi anni ma a condizioni più vantaggiose.

Se ancora non avete effettuato i calcoli e compilato il modello F24 potete seguire le seguenti istruzioni.

Metodo storico per calcolare l’acconto IVA 2017

Il primo sistema che potrete utilizzare è il metodo storico: calcolando l’88% della liquidazione IVA dell’anno precedente, il 2015, avrete l’importo da versare per l’acconto 2017. Va ovviamente considerato che il periodo di riferimento deve essere lo stesso nei i due anni: mensile, trimestrale o annuale. Nel caso che si passi da contribuente mensile a trimestrale o viceversa, l’importo dell’anno precedente va adattato in proporzione e quindi va triplicato i ridotto a un terzo a seconda del caso.

Metodo previsionale per l’acconto IVA 2017

Il metodo previsionale per il calcolo dell’acconto IVA si applica calcolando la percentuale dell’88% della previsione delle operazioni che verranno fatte nel periodo di riferimento, mensile o trimestrale, del 2017. Questo metodo è adatto a chi si aspetta di chiudere l’anno in corso con risultati economici peggiori rispetto all’anno precedente.

Metodo delle operazioni effettuate o analitico per il calcolo dell’acconto IVA 2017

La terza alternativa di calcolo dell’acconto IVA è il metodo analitico o metodo delle operazioni effettuate. Consiste nel determinare l’importo del versamento sulla base delle operazioni registrate nei libri IVA nelle prime tre settimane di dicembre, aggiustando la somma proporzionalmente al periodo mancante. Resta inalterata la percentuale di calcolo dell’88%.

Come compilare il modulo F24 per la scadenza dell’acconto IVA 2017

Il versamento dell’acconto IVA va effettuato entro la scadenza del 27 dicembre 2016 mediante il modello F24 che va trasmesso in modalità telematica all’Agenzia delle Entrate.

Il codice tributo da inserire nel modello è 6013 per i contribuenti mensili e 6035 per i trimestrali; l’anno il 2016. L’importo da inserire è quello risultante dai calcoli effettuati con uno dei tre metodi appena analizzati. Con l’F24 il contribuente può scegliere la compensazione dell’imposta da versare con eventuali crediti d’imposta cui ha diritto.

I contribuenti mensili e trimestrali devono inoltre calcolare la maggiorazione dell’1% sugli interessi. I contribuenti trimestrali originari sono esentati da questa quota dell’1%.

Ravvedimento operoso oltre la scadenza dell’acconto IVA 2017

Se per qualunque motivo non doveste riuscire a rispettare il termine fissato per la scadenza dell’acconto IVA, potrete avvalervi del ravvedimento operoso.

Conviene però rispettare la scadenza del 27 dicembre 2016 in quanto un pagamento tardivo o insufficiente o l’omissione dello stesso comporta una sanzione amministrativa pari al 30% dell’IVA non versata. Ma quest’anno, grazie al DL 158/2015 in vigore dal 1 gennaio 2016, chi dovesse pagare l’acconto IVA 2017 entro i 90 giorni dalla scadenza naturale del 27 dicembre si vedrà ridotta la sanzione del 50%. Applicando poi il dispositivo del favor rei (art. 3, comma 3 del DL 472/1997) la regolarizzazione volontaria diviene più conveniente se si opta subito per il ravvedimento operoso. Pertanto entro i 14 giorni dalla scadenza la sanzione è dell’1%; tra i 15 e i 30 giorni dell’1,5%; entro i 90 giorni si deve l’1,67% di sanzione; entro un anno il 3,75%.

Per quanto concerne il calcolo degli interessi di mora, per chi regolarizza la propria posizione entro il 31 dicembre 2016 l’interesse è dello 0,2%. Il tasso relativo al 2017 sarà contenuto nel nuovo decreto Mef.

Chi paga quindi l’acconto IVA 2017 con ravvedimento operoso deve versare il tributo omesso IVA col codice 6031, la sanzione ridotta con codice 8904 e gli interessi di mora maturati con codice 1991 tramite il modello F24.