Aspettativa dal lavoro : cos’è e come funziona

Oggi affrontiamo un argomento poco conosciuto ma che potrebbe interessare molti lavoratori, sia al momento che in futuro: la cosiddetta aspettativa o congedo dal posto di lavoro.

Motivi per cui può essere richiesta l’aspettativa

Cominciamo con il dire che il sostantivo “aspettativa” viene utilizzato ogni qual volta ci sia la necessità di prendere un periodo di astensione dal lavoro, che non sia riconducibile a malattia o ad infortunio. La causa di questo periodo di pausa dal lavoro può essere legata ai motivi più disparati (motivi familiari o personali, per assistere un familiare con handicap, per formazione, volontariato, e così via) e per ognuna di queste ragioni esiste una voce distinta ed una procedura da seguire.

L’abbandono dell’attività lavorativa, conseguente ad una richiesta di congedo, è regolata da varie leggi (n.53/2000, art.31 dello Statuto dei lavoratori, n.162/1990, n.151/2001) e può essere principalmente ricondotta alla seguenti cause:

  • Per mandato amministrativo dopo elezione,
  • Per assistenza a dei familiari disabili in situazione di gravità,
  • Per gravi motivi familiari,
  • Per motivi personali,
  • Per la formazione o dottorato di ricerca,
  • Per il volontariato,
  • Per il ricongiungimento con il coniuge all’estero,
  • Per la tossicodipendenza,
  • Per l’avvio di un’impresa o di un’attività professionale,
  • Per stare con il proprio bimbo dopo il periodo di maternità (in questo ultimo caso si parla di congedo parentale e vi rimandiamo all’articolo ad esso dedicato).

Come dicevamo in precedenza, a seconda del motivo che sta dietro la richiesta, l’aspettativa dal lavoro può essere o meno retribuita. Entrando più nello specifico gli unici casi in cui l’astensione dal posto di lavoro risulta essere retribuito sono quelli per assistere dei familiari con disabilità, volontariato e formazione con dottorato di ricerca.

Per tutti gli altri casi (eccetto il congedo parentale che prevede una retribuzione pari al 30%), per tutto il periodo di aspettativa è prevista la perdita del trattamento economico, e una riduzione dell’anzianità di servizio. Ciò significa che per tutta la durata di astensione dal lavoro, il lavoratore non ha diritto a percepire lo stipendio e tale periodo non viene conteggiato ai fini della futura pensione.

Non resta ora che andare a vedere le caratteristiche di ogni possibile congedo da lavoro, per fare in modo che ogni persona possa trovare maggiori informazioni sull’aspettativa che interessa.

Aspettativa per cariche pubbliche elettive

È un tipo di aspettativa che può essere richiesta da quelle persone che siano state elette al Parlamento italiano, al Parlamento europeo, alle assemblee regionali o altre funzioni pubbliche. In questo caso, l’Articolo n.51 della Costituzione prevede che tali soggetti possano usufruire di un periodo di astensione non retribuita dal proprio posto di lavoro per tutto il periodo di espletamento del mandato. A differenza degli altri tipi di congedo, però, in questo caso, il lasso di tempo trascorso nella funzione pubblica viene calcolato anche ai fini pensionistici.

Aspettativa per assistenza a familiari disabili in situazione di gravità

Questo tipo di aspettativa prende anche il nome di congedo straordinario ed è regolato dal decreto legislativo n.151 del 26/03/2001 e dalla successiva modificazione 119/2011. Si tratta di un’aspettativa che può essere usufruita dal lavoratore dipendente che abbia un familiare disabile in situazione di gravità, in base ad un ordine di parentela stretta che viene esplicitata nella legge stessa (prima il coniuge, poi i genitori, poi gli eventuali figli, poi fratelli e sorelle, per concludere con un parente / affine antro il terzo grado).

Questo è uno dei pochi congedi che prevedono la retribuzione, pari a quella percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il periodo di astensione, e che può essere frazionato in periodo di singoli giorni lavorativi (sempre interi e mai ad ore). Può avere la durata massima di 2 anni.

Aspettativa per gravi motivi familiari

Si tratta di un congedo che può essere richiesto da un lavoratore dipendente, sia pubblico che privato, in seguito a “gravi motivi” che riguardino i soggetti considerati nell’art.433 del Codice Civile (coniuge, figli anche adottivi, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle). Può avere durata massima di 2 anni, che può essere anche frazionato.

I gravi motivi vengono specificati dal Decreto Ministeriale n.278 del 21/07/2000, e sono:

  • Decesso di una delle persone enunciate in precedenza,
  • Impegno particolare nella cura o nell’assistenza di una delle persone nominate,
  • Situazione di grave disagio personale, che non rientrino nella sfera della malattia,
  • Situazioni derivanti da particolari patologie acute o croniche.

Aspettativa per motivi personali

Da non confondersi con il congedo per gravi motivi familiari di cui abbiamo appena parlato, questa astensione facoltativa dal lavoro può essere richiesta dal lavoratore per sue motivazioni personali. Proprio per questo motivo si tratta di un’aspettativa che, più che in altri casi, risente molto della decisione dell’azienda stessa che può o meno accettare il periodo di stop al proprio dipendente, in base alle esigenze lavorative e alle eventuali coperture del posto di lavoro.

È il classico congedo che viene richiesto per un “periodo sabbatico” o per un lungo viaggio. Ha durata massima di 12 mesi e, mentre per un dipendente di un’azienda privata può essere richiesto una sola volta, per un dipendente pubblico può essere richiesto fino a 3 volte nell’arco lavorativo.

Aspettativa per formazione e dottorati

In generale un dipendente può richiedere un periodo di aspettativa se vuole arricchire la propria formazione professionale rimettendosi a studiare (sia che si tratti di diploma, laurea o altro titolo universitario). Questa richiesta ha una durata massima di 11 mesi e può essere inoltrata solo da dipendenti che abbiano maturato almeno 5 anni di servizio.

Diverso è il discorso di quando si è ammessi ad un dottorato di ricerca. In questi casi è possibile chiedere un congedo pari alla durata del dottorato di ricerca stesso ed è possibile, in questo caso, usufruire anche del trattamento economico, se si dimostra che il dottorato, o la borsa di studio, non sono retribuiti.

Aspettativa per il volontariato

Poche persone lo sanno, ma anche un periodo di volontariato può essere coperto da un congedo dal lavoro. L’unica accortezza è che l’associazione presso la quale si voglia prestare il volontariato sia inserita nell’elenco nazionale dell’Agenzia di Protezione Civile. In questo caso si tratta di un’aspettativa retribuita, mentre per quanto riguarda le modalità è possibile richiedere:

  • Fino a 30 giorni continuativi e fino a 90 giorni all’anno, in caso di calamità e catastrofi (terremoti, alluvioni, ecc.),
  • Fino a 10 giorni continuativi e fino a 30 giorni all’anno per attività di pianificazione e simulazione.

Aspettativa per il ricongiungimento con il coniuge all’estero

In questo caso parliamo di un’aspettativa che riguarda unicamente i dipendenti della pubblica amministrazione. In pratica, nel caso in cui un dipendente pubblico abbia il coniuge che lavora all’estero e non sia possibile un suo trasferimento in quella località, è possibile richiedere un periodo di congedo dal posto di lavoro, fino a che la dolce metà lavorerà fuori dall’Italia.

Aspettativa per tossicodipendenza

I lavoratori tossicodipendenti hanno diritto ad un periodo di astensione da lavoro, non retribuito e non utile ai fini pensionistici, per poter accedere ai programmi di riabilitazione presso i centri sanitari accreditati.

Anche i familiari dei lavoratori tossicodipendenti hanno diritto a un analogo congedo da lavoro.

Aspettativa per avvio di un’impresa o di un’attività professionale

Anche in questo caso, come per il congedo di ricongiungimento con il coniuge, si tratta di un’aspettativa che spetta solo ai dipendenti pubblici. Come suggerisce il nome stesso, parliamo di un’astensione del lavoro al fine di avviare una nuova attività o una nuova impresa. Tale periodo di astensione può avere la durata massima di 1 anno.

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