Codice IBAN : cos’è, come funziona e come ricavarlo dal conto

Avete mai dovuto effettuare un bonifico nella vostra vita? Di sicuro la risposta è sì, anche perché ormai quasi tutti gli aspetti più basilari della nostra vita quotidiana sono legati a pagamenti tracciabili come un bonifico. Che si tratti di semplice trasferimento di denaro da un conto corrente all’altro, del pagamento della retta del nido o della scuola dei vostri figli, del pagamento della rata del mutuo o del condominio, dell’iscrizione all’università o perfino di una donazione verso associazioni umanitarie o impegnate nella ricerca scientifica, il bonifico bancario o anche il bonifico postale, è uno degli strumenti attualmente più utilizzati.

Ogniqualvolta avete effettuato questo tipo di pagamento è stato necessario che conosceste un codice fondamentale, che prende il nome di codice IBAN.

Il codice IBAN

IBAN è l’acronimo che viene utilizzato per designare l’International Bank Account Number, ovvero quel numero che univocamente identifica il vostro conto corrente a livello internazionale. Come dicevamo la conoscenza dell’Iban è fondamentale per identificare un determinato conto corrente, sia bancario che postale, e, di conseguenza, per poter effettuare un pagamento o un trasferimento di fondi verso di esso, senza sbagliarsi.

Fino al 2007, per poter effettuare dei bonifici in Italia era sufficiente conoscere le coordinate bancarie nazionali, mentre dall’inizio del 2008 la procedura è cambiata e l’uso dell’IBAN è diventato obbligatorio per tutti i bonifici nazionali.

Per fare maggiore chiarezza su tale codice e per fare in modo che siano comprensibili tutte le parti che lo compongono, andiamo ad analizzare la struttura del codice IBAN.

La struttura del codice IBAN

Cominciamo con il dire che in Italia il codice Iban ha una lunghezza di 27 caratteri. In qualsiasi foglio di richiesta bonifico, che sia esso realizzato direttamente allo sportello in filiale, o mediante l’online banking gli spazi a vostra disposizione per inserire l’IBAN saranno 27: un solo carattere in più o in meno invalidano il trasferimento di denaro stesso, perché sicuramente ci deve essere un errore.

Vediamo allora, una alla volta quali sono le parti che costituiscono l’IBAN, ovvero:

  • La sigla internazionale dello Stato dove si trova il conto corrente,
  • Il CIN europeo,
  • Il codice CIN,
  • Il codice ABI,
  • Il codice CAB,
  • Il numero di conto corrente.

Per fare questo ci avvarremo dell’aiuto della tabella sottostante che riporta un generico codice IBAN di nostra invenzione, ma che rispetta tutti i criteri di un normale Iban.

struttura-codice-iban

Sigla nazione

I primi 2 caratteri dell’IBAN sono delle lettere che identificano la nazione in cui si trova lo specifico conto corrente.

Ovviamente quando ci riferiamo alla nostra nazione la sigla sarà IT, che è anche quella che vediamo di più in assoluto. Ogni nazione ha, però, un codice identificativo come, ad esempio, FR per la Francia, DE per la Germania, ES per la Spagna, CH per la Svizzera e così via.

CIN europeo

Subito dopo la sigla della nazione, nell’Iban compaiono 2 numeri. Questi due caratteri numerici servono per il controllo internazionale del codice. L’acronimo CIN sta, infatti, per Control Internal Number ed in questo caso si tratta del controllo che viene effettuato a livello europeo.

Il codice CIN

Il 5° dei 27 caratteri che costituiscono l’IBAN è il cosiddetto codice CIN. Anche in questo caso stiamo parlando di un codice di controllo ma si tratta di una sola lettera usata come carattere di controllo per le informazioni che l’IBAN ci fornirà da questo momento in poi, ovvero il CAB, l’ABI e il numero del conto corrente vero e proprio.

Il codice ABI

Si tratta di un codice composto da 5 numeri che serve ad identificare la banca all’interno della quale è contenuto il conto corrente cui facciamo riferimento. Il significato della sigla, Associazione Bancaria Italiana, richiama proprio il fatto che si tratta di una banca a livello nazionale ed il fatto che questo codice viene assegnato proprio dall’ente ABI.

Facendo riferimento a tre grossi enti operanti sul settore nazionale, possiamo dire, ad esempio, che:

  • Il codice ABI 03069 identifica la banca Intesa San Paolo,
  • Il codice ABI 02008 è legato alla banca Unicredit,
  • Il codice ABI 01038 caratterizza il gruppo Poste Italiane e quindi tutti i conti correnti contenuti al suo interno, fra cui, primo fra tutti, ricordiamo il conto BancoPosta.

Il codice CAB

Subito dopo il codice ABI viene il cosiddetto codice CAB. Anche in questo caso abbiamo a che fare con 5 numeri che servono ad identificare, all’interno del gruppo bancario scelto, la filiale in cui è stato sottoscritto il conto corrente. CAB è, infatti, è un acronimo che significa Codice di Avviamento Bancario, ovvero le coordinate dell’agenzia in cui risiede il conto corrente.

Sempre facendo riferimento ai tre istituti bancari nominati in precedenza, abbiamo deciso di farvi altrettanti esempi di codici CAB.

  • Se, al codice ABI 03069, si affianca il codice CAB 01651 stiamo facendo riferimento ad una filiale del gruppo Intesa San Paolo sita a Milano La Rinascente.
  • Se dopo il codice ABI 02008 leggiamo il codice CAB 05218 stiamo parlando di un’agenzia del gruppo Unicredit presente a Roma Prenestina.
  • Se, infine, dopo aver identificato il gruppo Poste Italiane con il codice ABI 07601, andiamo a specificare un codice CAB 01038, stiamo facendo riferimento alla succursale 01 di Torino, in via Maria Vittoria 24.

Numero di conto corrente

L’ultima parte del codice IBAN è quella che identifica il conto corrente. Esattamente come un climax discendente si passa, attraverso il codice ABI, il CAB e il numero di conto ad identificare istituto bancario, filiale di banca ed, infine, il conto corrente dell’utente finale.

Il conto corrente finale viene identificato mediante 12 caratteri, di cui i primi, molto spesso sono degli zeri.

Aggiungiamo, infine, che l’insieme dei codici CIN / ABI / CAB / conto corrente definiscono il cosiddetto codice BBAN, sigla usata per designare il Basic Bank Account Number, che serve ad individuare univocamente un conto corrente all’interno dei confini nazionali.

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