Investire nel mercato azionario: conviene entrare sulla scia del trend crescente?

Dopo i massimi livelli che erano stati toccati nel corso della prima parte del mese di novembre, gli indici azionari europei hanno ritracciato in misura comunque piuttosto moderata, in un contesto di ampia volatilità sui minimi, che ha lasciato però spazio discreto su possibili storni.

Peraltro, si conferma in buona evidenza il momento congiunturale sicuramente favorevole per quanto concerne l’economia dell’Eurozona, che si sta riflettendo sui risultati aziendali: le ultime trimestrali hanno confermato infatti che l’economia domestica è piuttosto incoraggianti, e fatturati e margini sono tendenzialmente in sviluppo. Non solo: gli indici azionari stanno beneficiando anche della mancanza di alternative di investimento interessanti, e l’Equity ha dunque tutte le carte in regola per poter divenire il “must have” dei portafogli per questa parte finale di anno.

In merito, più dettagliato, ai risultati del terzo trimestre dell’anno, l’Euro Stoxx ha registrato ricavi in aumento del 5,1 per cento su base annua, guidati soprattutto dal comparto Energia, che compie addirittura un balzo del 68,8 per cento rispetto all’anno precedente, seguito dalle Risorse di Base, con un passo in avanti del +59,2 per cento e dal Tecnologico, in incremento del 29,7 per cento, con sorprese positive nel 48,7 per cento dei casi, e un incremento degli utili del 6,7 per cento, con risultati superiori alle attese nel 54,6 per cento dei casi.

Ancora, dai dossier più accreditati è anche emerso come i fondamentali degli indici europei stiano confermando i propri multipli con moderato premio rispetto alla media storica 2010-16, rispetto a stime di crescita degli utili attese a doppia cifra dal consenso per l’anno in corso e solo leggermente inferiori per il biennio 2018-19.

Le politiche accomodanti della Banca Centrale Europea a supporto della ripresa economica dell’eurozona, stanno continuando a favorire la crescita, sebbene la previsione di tassi così bassi stia continuando altresì a comprimere il margine di interesse dei titoli finanziari, che di contro riescono comunque a beneficiare di un ridimensionamento dei crediti deteriorati, dopo una lunga stagione di depurazione dei propri bilanci.

Passando all’altra parte dell’Oceano Atlatico, evidenziamo come gli indici statunitensi abbiano rinnovato i propri massimi storici, con l’S&P500 e il Dow Jones che oramai sembrano essere in grado di tagliare il traguardo dell’ottavo mese consecutivo di rialzo e con il Nasdaq che è ben piazzato per poter portare a casa il quinto rialzo mensile consecutivo, sostenuti sia da trimestrali particolarmente brillanti e superiori alle attese dei principali analisti di mercato, che dall’imminente riforma fiscale. L’aleatorietà e i dubbi delle ultime settimane si stanno gradualmente riducendo, e questo fa ben sperare che la tanto sospirata riforma fiscale possa essere condotta a completamento entro la parte finale dell’anno: si tratterebbe, in questo caso, di un buon punto messo a segno dall’amministrazione Trump, da utilizzarsi come  discreto biglietto da visita in vista della campagna elettorale per le elezioni di mid-term.

Per quanto concerne le trimestrali, anche la stagione a stelle e strisce si sta avviando al termine: a oggi hanno riportato il 95,2 per cento dei gruppi appartenenti all’S&P500, evidenziando utili in crescita in media del 7,5 per cento, che sale al 10,6 per cento se si procede a escludere il comparto dei finanziari e scende al 5,6 per cento non calcolando l’Energia, superando le attese nel 73,7 per cento dei casi.

L’aumento degli utili del comparto Energia è stato pari al 147,1 per cento, grazie a un confronto particolarmente favorevole con lo stesso periodo 2016; sono inoltre risultati essere particolarmente brillanti gli utili dei Tecnologici, che hanno chiuso il trimestre in rialzo del 21,4 per cento, guidati dai semiconduttori e dai Software & services, seguiti da quelli delle Risorse di Base (+11,9 per cento).

Si evidenzia altresì come nel corso del terzo trimestre i ricavi complessivi sono cresciuti del 5,4 per cento, con una proporzione che sale al 6 per cento escludendo i titoli Finanziari e al 4,5 per cento escludendo anche i titoli Energia. I fondamentali degli indici statunitensi riflettono una moderata sopravvalutazione dei multipli rispetto alla media storica 2010-16, a fronte di stime di crescita a doppia cifra per l’anno in corso.

Per quanto concerne infine il quarto trimestre dell’esercizio, secondo il consenso degli analisti gli utili dovrebbero tornare a crescere a doppia cifra al 10,9 per cento, ed escludendo i titoli finanziari al 10,3 per cento, e escludendo quelli dell’energia all’8,9 per cento. La crescita a doppia cifra è stimata anche per il primo e per il secondo trimestre del 2018, nonché per l’intero anno. I ricavi per il quarto trimestre sono attesi in aumento del 5,9 per cento, che sale al 6,6 per cento escludendo i titoli Finanziari e scende al 5,2 per cento escludendo i titoli del settore Energia.

Dunque, conviene puntare sul mercato azionario per chiudere in bellezza questo 2017 che ha riservato a tanti dei nostri lettori le migliori soddisfazioni? Le prospettive sembrano essere positive, anche se sarebbe comunque sempre opportuno cercare di assumere le dovute “precauzioni”, evitando sbilanciamenti che non siano compatibili con il proprio progetto strategico di asset allocation.

Molto dipenderà in tal senso da come si evolveranno le policy delle principali banche centrali e, soprattutto, da quelle della Federal Reserve statunitense, che dovrebbe deliberare nel corso del meeting di dicembre l’ultimo rialzo dei tassi dell’anno. La decisione è oramai pressochè interamente scontata dal mercato, e dunque una simile decisione non dovrebbe essere in grado di determinare eccessiva euforia nei mercati: di contro, dovrebbe generarsi un effetto deprimente nel caso in cui il FOMC, il comitato di politica monetaria della Fed, non dovesse dar seguito all’atteso incremento.

Considerato ciò, ci attendiamo una stabilità sostanziale nel corso dei giorni imminentemente precedenti al FOMC, con prese di profitto utili per potersi posizionare con maggiore consapevolezza in vista del fine d’anno. Dunque, al fine di rispondere al quesito protagonista del nostro post odierno, è ben probabile che investire nel mercato azionario possa essere una buona scelta anche per le ultime settimane del 2017, in attesa di novità programmatiche per il prossimo esercizio.

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