Rottamazione cartelle Equitalia: cosa è e quanti stanno aderendo

La rottamazionedelle cartelle Equitalia relative al periodo 2010-2016 sta procedendo a gonfie vele, tanto che – stando a quanto afferma l’amministratore delegato dell’agente per le riscossioni, Ernesto Maria Ruffini, in un’audizione alla Camera – i contribuenti che hanno presentato a Equitalia la domanda di adesione alla definizione agevolata sono stati circa 600 mila. Di queste, prosegue Ruffini, circa 575 mila istanze avevano i requisiti, e 502 mila sono già state lavorate, per un controvalore complessivo di 8,3 miliardi di euro.

Si tratta, ad ogni modo, di un dato ancora parziale, considerato che per il momento è limitato ai soli casi trattati e al lordo delle sanzioni, che andranno poi decurtate a seguito della rottamazione, facendo così scendere l’incasso effettivo.

Tale somma potrà subire una modifica, innanzitutto, dopo le verifiche sull’effettiva possibilità di definire tutti i debiti indicati dai contribuenti nelle loro istanze. Inoltre, da tale cifra, che è già al netto delle somme aggiuntive e degli interessi di mora eventualmente maturati dopo la trasmissione dei carichi, dagli enti creditori a Equitalia, andranno decurtati gli importi affidati, a titolo di ‘sanzione’, nonché aggiunti gli oneri di riscossione, i diritti di notifica della cartella di pagamento e le eventuali spese per procedure esecutive.

– ha di fatto dichiarato Ruffini.

Rottamazione cartelle, i dati per regione

Passando ai dati per regione, a farla da padrona è il Lazio, con oltre 99 mila domande di adesione, davanti alla Lombardia con 85 mila domande, e la Campania, con 66 mila domande. Seguono la Puglia con 49 mila richieste, la Toscana con 48 mila unità, l’Emilia Romagna con 39 mila domande. All’ultimo posto la Valle d’Aosta, con 1.471 domande.

I risultati attesi

Stando a quanto contenuto nella relazione tecnica del decreto fiscale che ha introdotto la definizione agevolata, ampliando poi i termini della rottamazione, si attendono incassi di 7,2 miliardi di euro dall’intera operazione: un obiettivo che alcuni avevano evidenziato essere ambizioso, ma che in realtà da Equitalia fanno sapere che potrà essere probabilmente raggiunto e, magari, superato.

Per quanto invece riguarda il gettito maggiore, la riscossione aggiuntiva prevista è di 2,3 miliardi di euro per l’anno in corso, 2 miliardi di euro per il prossimo anno e 800 milioni di euro nel 2019, per un totale di 5,1 miliardi di euro in più.

Quali sono i vantaggi della definizione agevolata

Ricorrere alla rottamazione delle cartelle Equitalia potrebbe essere una soluzione molto conveniente per tutti quei contribuenti che desiderano mettersi in regola con i propri versamenti non effettuati, o effettuati parzialmente.

Coloro che infatti riusciranno ad aderire alla finestra (la scadenza è fissata per il 21 aprile) potranno pagare solamente l’importo residuo della cartella, senza le sanzioni e senza gli interessi di mora. Per i pagamenti delle multe stradali, non si dovranno pagare gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge. Ricordiamo in tal proposito che l’importo finale verrà comunicato al contribuente solo entro il 31 maggio 2017, permettendo così allo stesso di poter effettuare i pagamenti secondi il piano prescelto (unica soluzione o a rate).

Definizione agevolata, le domande per ente creditore

Passando all’analisi dei dati per ente creditore, si nota come la maggior parte delle domande sia diretta a risolvere cartelle legate all‘Agenzia delle Entrate, con un controvalore di 5,7 miliardi di euro, il 69,40% del totale. Il secondo ente più interessato è invece l’INPS, per 1,7 miliardi di euro, il 20,40% del totale; i rimanenti enti sono interessati in misura marginale, con percentuali del 3,50% per i Comuni, del 2,40% per Agenzia delle dogane e altri enti erariali, dell’1,70% per le Regioni.

Migliorano le entrate tributarie erariali

Concludiamo infine ricordando che, sempre nello stesso tema fiscale, il Tesoro ha segnalato che tra il mese di gennaio e quello di febbraio 2017 le entrate tributarie erariali ammontano a 64,6 miliardi di euro, con un incremento di +1,97 miliardi di euro rispetto a quanto era stato rilevato nel corso dello stesso periodo del 2016 (+3,1 per cento). Nei primi due mesi dell’anno, le entrate dell’Iva sono state pari a 14,2 miliardi di euro, con un incremento di 712 milioni di euro (+5,3 per cento): l’andamento è positivo sia per la componente dell’Iva sugli scambi interni (+2,1 per cento), sia sul fronte delle importazioni (+26,1 per cento).

Infine, la direttrice dell’Agenzia, Rossella Orlandi, ha confermato i 19 miliardi di euro di recupero da evasione fiscale nel 2016.