Start up: il modello Sardex che guarda allo scambio

Sardex è una delle start up italiane più illuminate secondo il pensiero degli analisti, non solo per il servizio offerto ma per il modello di impresa, che guarda al benessere e alla condivisione prima del profitto. Sardex è una società di credito tramite scambio che ha generato un circuito dove le imprese possono, per l’appunto, scambiare servizi e prodotti con un sistema di compensazione, che ha permesso a molte piccole e medie imprese di sopravvivere nonostante la crisi.

Sardex: cos’è

9mila sono gli iscritti attuali ma il gruppo cresce giorno dopo giorno grazie all’approvazione di un metodo che non esisteva e che sbaraglia la vecchia concezione di impresa, dove ognuno ‘faceva per sé’. Qualcuno lo definisce modello del baratto ma, in realtà, non si tratta del termine corretto per spiegare il modus operandi di questa azienda, che punta a creare sistemi di scambio finalizzati alla crescita di una rete, non di una singola impresa.

La rete ‘da affinché l’altro possa dare’, ovvero mette le imprese nelle condizioni per poter diventare forti e produttive, quindi in grado a loro volta di generare ricchezza. Questa è la visione del CEO di Sardex, Nicola Pirina, che viene oggi considerato un player di rilievo nel settore del credito alle aziende. Sardex si basa su un concetto molto semplice, ovvero chi costruisce un tavolo e sa farlo bene, non smette di lavorare perché non riesce ad accedere a un mutuo. Le imprese scelgono di mettersi assieme di fare rete perché sono convinte che la crisi non è passata, anzi, si è trasformata in una condizione strutturale che può essere affrontata solo con l’unione. Ecco entrare in gioco Sardex, che permette a una azienda di aprire un conto nel proprio circuito.

L’azienda può quindi spendere crediti Sardex per acquistare beni e servizi solo all’interno della rete e rivolgendosi solo ad aziende che fanno parte di un circuito chiuso. Per circuito si intende un vero e proprio sistema di imprese, dove un’azienda edile in difficoltà può, ad esempio, acquistare le materie prime che le servono per completare un’opera da un’azienda aderente che le vende e sdebitarsi verso un altro soggetto in un secondo momento, magari acquistando servizi di ammodernamento tecnologico. In questo modo nasce una catena virtuosa dove non serve tirare fuori la liquidità che manca e dove ogni movimento è fatturato e a completa prova di evasione fiscale.

Il modello di Sardex

Quale il risultato di questo modello? Si tratta di attività floride, che guadagno e che lavorano, ma che soprattutto assumono in un periodo dove la ricerca di forza lavoro e la conseguente assunzioni sono ancora un’utopia. Attori di rilievo hanno deciso di aderire al circuito Sardex, da Banca Sella a Innogest. La start up ha quindi spiccato il volo e ora ha potuto procedere con l’aumento di capitale, con l’assunzione di nuove risorse e con l’impegno focalizzato a nuovi prodotti di credito e di scambio che si rivolgono ai consumatori e alle pubbliche amministrazioni.

Il concetto chiave va quindi ricercato nella condivisione, perché se il vicino sta bene può dare vita a un polo e un distretto florido, dove tutti guadagno e dove tutti sono felici, una prospettiva che sta allettando sempre più imprenditori nel nostro paese e che si propone come il futuro di un accesso al credito dai tratti più che innovativi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here