Dollaro verso inaugurazione fase di stabilità

Il dollaro ha probabilmente avviato quella che potrebbe essere una fase di possibile pausa nel suo calo. La valuta verde è infatti scesa, ma lo ha fatto in maniera lieve rispetto ai minimi determinati dalla correzione dell’ISM manifatturiero, ma da questo livello si è poi risollevato. La correzione dell’ISM manifatturiero è infatti stata considerata in linea con le attese, lasciando però l’indice su livelli ancora elevati, mentre la buona notizia che è arrivata dal quadro macro statunitense è legata alla componente prezzi dell’ISM, che è salita contro le aspettative di calo da parte dei principali analisti economico finanziari.

Insomma, il recente deprezzamento del biglietto verde, che lo ha condotto al di sotto dei livelli pre-vittoria di Donald Trump, appare ora sufficientemente ampio da consentire almeno una pausa, a meno di delusioni significative dai dati. L’appuntamento con i test macro sarà comunque per la giornata di domani, quando è in previsione la pubblicazione dell’employment report.

Sul fronte politico, ribadiamo come il Senato abbia finalmente eliminato la discussione sulla riforma sanitaria dall’agenda almeno per le prossime due settimane. Il focus dovrebbe ora passare alla riforma tributaria e tutto lascia pensare che non sarà un percorso agevole. Quando al limite del debito, il segretario del Tesoro americano Mnuchin, ha dichiarato che sarebbe essenziale procedere per un intervento entro il 29 settembre.

Di contro, sulla base di quanto sopra riepilogato, l’euro è certamente stato in grado di guadagnare posizioni sulla base dell’ISM, ma non è riuscito a inaugurare nuovi massimi, compiendo invece un passo indietro. In ottica macro dell’area euro, i dati PMI hanno intanto mostrato un lieve revisioni al ribasso rispetto a quella che era stata la stima flash, confermando così il calo dal mese precedente, ma rimanendo ancora su livelli elevati, mentre il Pil del secondo trimestre è uscito in linea con le attese di una crescita a 0,6 per cento t/t, a fronte di una revisione al ribasso del primo trimestre da 0,6 per cento a 0,5 per cento.

Complessivamente, ribadiamo come su questi livelli lo slancio rialzista dell’euro possa essere in via di esaurimento, a meno di una significativa delusione dagli Stati Uniti.

Per quanto attiene le altre valute, sottolineiamo pur rapidamente come lo yen sia salito sui dati ISM oltre quota 110,00 USD/JPY, e toccando così un massimo momentaneo. Così come ha fatto l’euro, da qui ha ritracciato, correggendo su minimi recenti. Anche in questo caso, giova rammentare come tranne nell’ipotesi di delusioni dagli Stati Uniti, il cambio dovrebbe riuscire a mantenersi al di sopra della quota 110,00 USD/JPY.

Passando infine alla sterlina, rileviamo come la valuta britannica si sia rafforzata ulteriormente raggiungendo un massimo recente, favorita dalla sorpresa positiva del PMI manifatturiero, salito oltre le attese degli analisti e trainato da un buon progresso delle esportazioni, che hanno toccato un massimo livello da 7 anni a questa parte. Anche la sterlina ha comunque poi invertito la rotta, con un lieve arretramento. L’attesa è comunque per oggi, con l’esito della riunione BoE.

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