Legge di Bilancio 2017 : novità pensioni,lavoro, bonus

Nei giorni scorsi, e più precisamente il 28 novembre la Camera ha approvato la Legge di Bilancio 2017. Purtroppo, nel frastuono dei dibattiti e dei diverbi sul referendum costituzionale alle porte, questa importante, prima approvazione non ha avuto la visibilità che meritava. È vero che, adesso, dal 6 dicembre, tale legge approderà al Senato per la definitiva approvazione, ma è anche vero che la Legge di Bilancio possiede al suo interno molte novità che potrebbero modificare, o per lo meno agevolare, la vita quotidiana di una buone fetta di italiani.

Proviamo, allora, a darvi un piccolo riassunto sulle riforme più importanti presenti in questo documento e che hanno già superato lo scoglio dell’approvazione della Camera, senza sostanziali modifiche.

Tema pensioni

Cominciamo con uno dei tempi più caldi messo in campo: quello delle pensioni.

Diverse sono le novità presenti nella Legge di Bilancio per cercare di riformare il mondo del lavoro, dare la possibilità ai lavoratori di poter finalmente raggiungere la desiderata meta della pensione e lasciare più spazio ai giovani. Di alcuni argomenti abbiamo già discusso più volte, mentre alcuni li nomineremo adesso per la prima volta, ovvero adesso che non si fa più riferimento a voci ma al documento concreto.

Ape

Iniziamo con la sigla alla quale si fa più riferimento nelle ultime settimane. Molti di voi sanno già di cosa si tratta e ci hanno fatto molte domande sull’Ape nell’articolo ad esso dedicato. Per coloro che non ne fossero ancora a conoscenza riassumiamo dicendo, prima di tutto, che APE è l’acronimo utilizzato dal Governo per indicare l’anticipo pensionistico.

Attualmente la legge prevede che un lavoratore possa andare in pensione all’età di 66 anni e 7 mesi. Grazie al biennio sperimentale dell’ape 2017-2018 sarà possibile andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima, a patto che vengano rispettate due condizioni: avere compiuto il 63mo anno di età nel biennio sperimentale ed avere alle proprie spalle almeno 20 anni di contributi.

L’Ape altro non è che un prestito-ponte che viene erogato da banche o assicurazioni e che il futuro pensionato dovrà restituire nel momento in cui inizierà effettivamente a percepire la pensione vera e propria. Diverso è il caso dell’Ape Aziendale, in cui è il datore di lavoro stesso a pagare questo prestito al lavoratore o l’Ape Social, in cui, invece, è lo Stato stesso a farsi carico di queste spese, in casi di particolare indigenza o problemi del richiedente.

Lavoratori precoci

Confermata anche la cosiddetta quota 41 per i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno più di 40 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi maturati prima dei 19 anni di età.

Attualmente, per questa categoria di lavoratori, infatti, il numero di anni richiesto per poter ricevere la pensione era pari a 42 anni e 10 mesi mentre, con la nuova legge di bilancio, passa la possibilità di accedere alla pensione con 41 anni di contributi.

Lavori usuranti

Altre agevolazioni sono previste per coloro che hanno svolto o svolgono lavori usuranti, per fare in modo che possano anticipare la loro uscita dal mondo del lavoro.

Per poter essere considerati dei lavoratori usurati è necessario aver svolto un lavoro notturno o con carichi particolarmente elevati (secondo quanto indicato dal Dlgs 67/2011) per:

  • metà della propria carriera lavorativa,
  • o almeno 7 degli ultimi 10 anni di lavoro.

Per la prima volta viene inserito, come lavoro usurante, anche quello di insegnante delle scuole d’infanzia, ovvero di bambini con età compresa tra 3 e 6 anni.

RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata

Oltre all’APE, la legge di bilancio prevede la possibilità che un dipendente del settore pubblico o privato possa usufruire anticipatamente di una rendita integrativa temporanea, che tecnicamente prende il nome di RITA. Tale possibilità è riservata a tutti quei lavoratori che abbiano aderito a fondi pensione o piani individuali pensionistici.

Per poter usufruire della RITA è necessario aver maturato le stesse condizioni, ai fini pensionistici, richieste per l’APE. Ricordiamo, però, che il prelievo erogato tramite RITA sarà soggetto ad un prelievo fiscale che può andare dal 9% al 15%, a differenza dell’APE che non concorre al prelievo Irpef.

Bonus per il sostegno alle famiglie

Anche questo è un argomento molto sentito, soprattutto negli ultimi anni, perché nel nostro più che in altri Paesi si assiste ad una riduzione impressionante delle nascite.

Già negli anni scorsi si era provato a dare un piccolo sostegno alle famiglie in attesa dell’arrivo di un bimbo con il cosiddetto bonus bebè, che si era poi esteso anche al bonus voucher per baby-sitter o rette del nido. Con la Legge di Bilancio 2017, a queste forme di aiuto se ne aggiungono altre 2 altrettanto interessanti: il bonus per asilo nido e il bonus mamme domani. Per maggiori dettagli vi invitiamo ad approfondire l’argomento con l’articolo ad esso dedicato – Bonus a sostegno delle nascite: nido, bebè e novità 2017.

Bonus casa 2017

Nonostante alcuni rumors li smentissero, sono stati riconfermati per tutto il prossimo anno anche i bonus a sostegno della casa e dei lavori di ristrutturazione.

Rimangono invariate le agevolazioni Irpef previste per il bonus ristrutturazioni, con un recupero del 50%, e per il bonus mobili (anche in questo caso il 50% per una spesa massima ammissibile di 10 mila euro).

Le novità e le modifiche riguardano soprattutto l’Ecobonus e il Sismabonus.

Nel caso dell’Ecobonus (ovvero l’incentivo che riguarda lavori di abbattimento energetico), non si considera più il solo 65% di recupero Irpef ma 3 differenti percentuali:

  • 65% per alcuni lavori di riqualificazione energetica, come, per esempio, la sostituzione degli infissi;
  • 70% nel caso di lavori di miglioramento energetico che abbiano un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’abitazione;
  • 75% per interventi volti a migliorare la prestazione energetica sia in inverno che in estate, come, ad esempio, un cappotto termico.

Anche nel caso di Sismabonus, ovvero per detrazioni effettuabili per lavori di adeguamento sismico effettuati sulla propria abitazione, la nuova Legge di Bilancio ha allargato la sfera degli aventi diritto, includendo non solo le zone 1 e 2 (ad alto rischio sismico) ma anche la zona 3 ed aumentando la percentuale di detrazione fino a ben l’80% per la singola abitazione.

Una nota importante da sottolineare è che, mentre questi bonus, nel caso di singole abitazioni, valgono fino al 31 dicembre 2017, nel caso di condomini le agevolazioni sono previste fino al 31 dicembre 2021, ovvero coprono un arco temporale di 5 anni. Questo per permettere a tutti i condomini di uno stabile di ottenere un sì condiviso in tempi accettabili. In caso di condomini si può, inoltre notare che aumentano anche le percentuali delle detrazioni Irpef, sia per l’ecobonus che per il sismabonus.

Infrastrutture e trasporti

Alle infrastrutture è destinato un fondo Mef pari a 1,9 miliardi di euro nel 2017, indirizzati alla sicurezza stradale, alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie nonché la riqualificazione urbana. Tali fondi saliranno poi a 3,15 e 3,5 miliardi per, rispettivamente, il 2018 e 2019.

Proprio al tema della sostenibilità sono diretti i fondi indirizzati ai trasporti, perché si cercherà sempre di più di incentivare l’uso di mezzi di trasporto elettrici.

Arriva, inoltre, una tassa di IVA pari al 5% per i servizi di trasporto urbano effettuati per via marittima, fluviale e lacustre.

Slitta l’aumento dell’IVA

Sembra che anche per il prossimo anno sia stato scongiurato il temutissimo aumento dell’IVA, attualmente ferma in Italia al 22%. In realtà l’aumento non è stato del tutto scongiurato, perché è stato solo rimandato temporalmente.

Secondo quando si legge dal testo della Legge di Bilancio 2017, infatti, è prevista una stangata di un incremento del 3% per il 2018 e di un ulteriore 0.9% per il 2019, a meno che non si riescano a trovare delle risorse tali da riuscire a non permettere questo che sarebbe un vero e proprio incubo per noi italiani.

Liberi professionisti con partite IVA

Importanti anche le novità che riguarderanno i liberi professionisti con partite IVA. Prima di tutto, infatti, buone notizie per gli iscritti alla gestione separata INPS, perché vedranno ridursi l’aliquota previdenziale dall’attuale 27% fino al 25%. Verranno, inoltre, cancellati tutti gli aumenti progressivi che erano previsti fino al 33% secondo la vecchia riforma Fornero.

Finalmente si sta anche cercando di equiparare il mondo dei liberi professionisti a quello dei lavoratori dipendenti, almeno per quanto riguarda i temi di congedi, maternità e malattia. Di sicuro una vera equiparazione è ancora lontana ma, per lo meno, vediamo qualche passetto positivo in tal senso. Prima di tutto, il numero di mesi di congedo parentale previsto per uomini e donne liberi professionisti viene aumentato da 3 a 6 mesi; le mamme lavoratrici potranno contare su un’indennità che consentirà loro di lavorare senza doversi astenere obbligatoriamente; in caso di malattia o infortunio la prestazione potrà, inoltre, essere sospesa.

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